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Gestione

Alla base di un allevamento che presenta  dei buoni animali in fiera , solitamente,  esiste una buona gestione della mandria generale. 

Le Vitelle



Vanno sempre tenute in ambienti molto puliti e asciutti,  su paglia e pavimento, evitare che subiscano sbalzi eccessivi di temperatura al fine d’ evitare infezioni polmonari.

 

L’alimentazione adeguata ai vari periodi di crescita, mai fargli mancare acqua e cibo ,  se eseguiamo tutte queste operazioni al meglio daremo a tutte le vitelle la possibilità di diventare degli ottimi animali da show.

 

Dopo lo svezzamento l’ ideale è passare ad una alimentazione a secco a base di fieno e mangime con un alto contenuto proteico, soprattutto dai 6 ai 10 mesi, dove la componente proteica è determinante per la crescita.

 

Nel momento in cui individuiamo la vitella su cui programmiamo la partecipazione alle fiere, l’ ideale sarebbe separarla e metterla in un box (meglio non sola), tosarla, controllare se necessario più volte i piedi e prestare molta attenzione alle tecniche alimentari, che non sono assolute ma si devono modificare con accorgimenti soggettivi su ogni animale (questo il vero cow sense de breeders).

 

La tosatura pre fiera va fatta assolutamente, può essere anche completa se siamo nei mesi autunnali, no se siamo in gennaio ,altrimenti il pelo non ricresce.

 

Le Vacche

L’alimentazione delle vacche da fiera, non è cosa casuale o da improvvisarsi, ma va pianificata e gestita con molta attenzione se si vogliono raggiungere buoni risultati nei rings.

 

IL PREPARTO

Una delle problematiche frequenti che dobbiamo evitare è l’edema mammario, che oltre a rendere difficile e dolorosa la mungitura, causa un sovraccarico dei legamenti e rischi per l’aspetto e l’equilibrio dell’apparato mammario. Certo che, nel caso si presenti questo inconveniente, si può ricorrere a diuretici o prodotti specifici, ma bisogna tenere conto che una buona prevenzione la si può fare con l’alimentazione nell’ultimo periodo di asciutta (gli ultimi 15 gg ).

L’edema mammario è originato da un’eccessiva raccolta di liquidi negli spazi extravascolari nell’immediato preparto, e quindi vanno evitati quegli alimenti che esaltano questo fenomeno: polpe di bietola, melasso, unifeed delle vacche in produzione, cloruro di sodio (sale), potassio.

Non solo, le ultime conoscenze considerano anche i rapporti fra sostanze pro-ossidanti (Ferro, Molibdeno, grassi polinsaturi) e quelle anti-ossidanti (vit.A,vit.E, selenio, zinco, rame, manganese, magnesio) e nel caso di eccesso delle prime e/o carenza delle seconde, si hanno lesioni delle membrane plasmatiche e fuoriuscita di liquidi con conseguente edema. L’alimentazione del preparto sarà quindi a base di fieno di graminacee (a basso contenuto in potassio max 1.5%), silomais 6-8kg, e concentrato specifico per la preparazione al parto ricco di elementi anti-ossidanti (vit. E, selenio,zinco) in dose di circa 3-4 kg.

Un’utile pratica consiste nel somministrare il concentrato, più volte al giorno (3-4 volte se possibile): ciò stimola la bovina a rimanere attiva, tonica e facilita una maggiore ingestione degli altri foraggi.

Da evitarsi tassativamente, l’impiego di unifeed vacche in produzione, perché non solo contiene alimenti, minerali e oligoelementi non adatti al preparto, ma difficile risulta il controllo della quantità ingerita.

 

LA VACCA IN PRODUZIONE

 La gestione ottimale delle vacche in latte per le fiere è a box  dove gli animali vengono tenuti, consentendo di   adottare tecniche alimentari specifiche e non condizionate dal resto della mandria.

Se abbiamo una gestione unifeed e non pensiamo di cambiare,  l’ unica cosa che ci può facilitare al fine di mantenere la vacca più in tono è quella di  mettere a disposizione per lei del fieno lungo.
 In questo caso, una cosa da evitare è di passare ad una gestione a secco solo qualche giorno prima della fiera o addirittura in fiera.

La gestione dell’alimentazione “a secco” (fieno e mangime) è quella più indicata per preparare le bovine alle fiere. Questo tipo di alimentazione va adottato molti giorni prima dell’evento ed è chiaro che si tratta di una gestione separata delle bovine dal resto della mandria.

Una buona alimentazione a secco prevede l’utilizzo di fieno lungo di graminacee 1° o 2° taglio con un tenore proteico del 9-11% e un contenuto in NDF attorno dal 50 al 55%, scontato che non deve contenere terra e  la qualità della conservazione deve essere ineccepibile al fine di favorirne la massima ingestione. 





 

Un buon accorgimento è di scegliere(anche con analisi) le balle di fieno adatte tra tutte quelle presenti in azienda e tenerle da parte per questo scopo. Il fieno va lasciato sempre a disposizione durante la giornata e l’ingestione dovrà essere compresa fra i 12 e i 15 kg capo.

Il concentrato per le campionesse deve avere un tenore proteico attorno al 16% con un buon contenuto in proteine degradabili (DIP) e solubili (SIP) in grado di favorire l’attività dei batteri cellulosolitici utilizzatori del foraggio.

Il contenuto di amido non deve essere particolarmente alto (25% circa), in quanto un quantitativo superiore  favorirebbe i fenomeni di sub-acidosi ruminale ,causa spesso di feci molli. Una fonte di energia alternativa possono essere i grassi (6-8%).

Il mangime deve avere un contenuto in tamponi ruminali ed intestinali tali da consentirne l’utilizzo in quantità consistenti senza creare acidosi ruminali.
L’integrazione dovrà essere completa sia per i macro che gli oligoelementi e vitamine, con particolare riguardo al pool per le difese immunitarie (vit. E, selenio, zinco).

Molto spesso vengono realizzati in azienda delle miscele di mangime, fioccati, polpe, cotone, in questo caso occorre fare molta attenzione alle proporzioni dei singoli componenti. Ci sono in commercio anche alcuni mangimi specifici per la preparazione delle bovine. La quantità di concentrato da somministrare varia in relazione alla produzione e si può arrivare anche a 15-16 kg/capo/gg per le più produttive. La distribuzione dovrà essere effettuata almeno 3-5 volte al giorno, con quantitativi di 2-3 kg a pasto.

Alcuni giorni prima della manifestazione e durante la stessa è utile la somministrazione di 1,5-2 kg giorno di polpe di bietola in fettuccia, che hanno l’effetto di mantenere il rumine ben teso. Un  vantaggio dell’alimentazione a secco è che rimane la stessa anche durante le giornate in fiera, con gli animali già abituati ad alimenti ed orari, senza il problema di portarsi l’unifeed fresco da casa tutti i giorni.

Ultima raccomandazione è per l’acqua di bevanda, fresca, pulita e sempre disponibile, sia in azienda che in fiera.


 

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